Tempio di Antas

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Scoperto nel secolo scorso, il tempio di Antas, è stato saccheggiato e parzialmente distrutto; in seguito fu restaurato e ricostruito tra il 1966 e il 1968 da Ferruccio Berrecca, il quale avviò anche i primi scavi ufficiali, durante i quali venne alla luce sotto il tempio romano, un precedente tempio punico del VI secolo a.C., costruito intorno ad una roccia sacra posta in una cella del tempio.
Esso sorgeva nell’area di un luogo di culto locale molto più antico, frequentato da indigeni prima della dominazione cartaginese: a ulteriore conferma della frequentazione nuragica del luogo, recentemente, nel 1984 sono state trovate molto vicine al tempio, in direzione sud-est delle tombe nuragiche. L’area del tempio punico è situata quasi esattamente dove si trovava la scalinata del tempio romano, smantellata con la dinamite dai cercatori di tesori; durante la seconda guerra mondiale, poichè il piombo serviva a fabbricare pallottole, vennero staccate quasi tutte le graffe che bloccavano le pietre del tempio, causandone la caduta.
I doni votivi recuperati durante gli scavi del tempio punico, permettono con le loro iscrizioni di conoscere parzialmente la storia del tempio, dedicato al dio Sid , che per i cartaginesi era figlio di Melkart, identificato quest’ultimo con Ercole. Il dio Sid è raffigurato senza barba, con il caduceo, e con simboli di ancore e armi da caccia, dunque era un dio giovane e guaritore, protettore di naviganti e cacciatori.
ll tempio romano costruito in seguito seguì lo stesso orientamento nord-ovest del tempio precedente (i templi romani erano orientati a est) , conservò anche le due aperture laterali della cella di tipo punico, e le due vasche di purificazione incavate nel pavimento davanti agli ingressi della cella, cosicchè i caratteri principali di questo tempio, sebbene ricostruito dai romani durante l’impero di Caracalla (211-217) sono tutti del tempio punico.